in epoca aragonese Luigi Campofregoso,
Tommaso Barono, i Castriota Sandenberg ed i
Sanseverino. Ne divennero poi feudatari i Carafa, i
Brayda, e dal 1615 la famiglia Spinelli. Nel 1347 si
procedette al rifacimento della Chiesetta romanica
di Santo Stefano, di cui divennero conservati i muri
primitivi, coperti di affreschi duecenteschi, mentre
altre pregevoli decorazioni in stile bizantino
vennero ad arricchire l'edificio a varie riprese in
epoche successive. Di notevole suggestione la
rappresentazione del "Giudizio Universale", del
Cristo tra la Vergine e San Giovanni, dell'Arcangelo
Gabriele e delle figure dei patriarchi Abramo,
Isacco e Giacobbe. Altre pareti dell'edificio
ospitano scene della vita di Gesù e di Santo
Stefano. Ma il gioiello artistico di Soleto è senza
dubbio il Campanile, opera di Francesco Colaci di
Surbo, alto 45 metri, disposto su cinque ordini di
crescente ricchezza, con archetti gotici, testine
scolpite, mensole e motivi vegetali e bifore
fiammeggianti ornate di una cornice su cui poggiano
dei leoni. L'originario completamento a corona è
stato sostituito da un'armoniosa cupoletta
ottocentesca a piastrelle policrome. Va infine
menzionata la Chiesa Parrocchiale edificata nel
1770-1783 dall'architetto Antonio Pepe da Copertino,
la quale ospita al suo interno un pulpito in legno
della medesima epoca ed una pregevole acquasantiera
tardo-romanica.
