La proprietà passò successivamente ai
Brienne, agli Enghien ed algi Orsini del Balzo.
Dalla metà del 1500 ne furono signori i d'Amato, che
fecero edificare il palazzo baronale e, nel 1592, il
conevento di Santa Maria degli Angeli. Ultimi
possessori ne furono i Sanseverino, duchi e baroni,
sino al 1806, data di soppressione dell'istituto
feudale. In epoca contemporanea Seclì fu, sino al
1947, frazione di Aradeo, divenendo subito dopo
Comune autonomo. Tra i monumenti della località va
ricordato essenzialmente il palazzo baronale, di
origine cinquecentesca, eretto per volontà di Giulia
Spinelli, consorte di Guido D'Amato. L'edificio è
ingentilito in un angolo da una elegante loggetta a
due arcate su di un fianco, con architrave sopra
colonne ornate sull'altro. La Chiesa Parrocchiale fu
edificata nel secolo XVI e successivamente
rimaneggiata nel 1700.
