I Romani la inserirono sul tragitto
della via Traiana-Appia. Nei secoli IX e X fu rasa
al suiolo dai Saraceni. Fu tuttavia riedificata ed
assunse gradualmente: Bavarita, Pavarita, il nome
attuala di Parabita. Le prime notizie storicamente
attendibili risalgono al 1400, allorchè il casale
divenne feudo dei Sanseverino. Successivamente ne
ebbero il dominio Ottino de Caro, i del Balzo, i
d'Aragona, i Castriota Scanderberg ed i Ferrari,
famiglia ducale che ne mantenne il possesso fino al
1806, data di soppressione della feudalità. Tra i
monumenti pregevoli va annoverata la Parrocchiale,
risalente al secolo XIII, con un portale
cinquecentesco, e all'interno un ammirevole corpo di
San Vincenzo martire ed un'ampolla del suo sangue.
Il maestoso Santuario della Madonna
della Coltura, di stile romanico-gotico (si tratta
peraltro di una imitazione moderna) ospita un
prezioso affresco di stile greco, rappresentante la
Vergine con in braccio il Bambino, del secolo XII.
Notevoli sono altresì i palazzi d'Alfonso, Vinci,
Ardito, ed il castello di Castriota.
Tra i cittadini illustri vanno citati
soprattutto il padre Giuseppe Ricci, gesuita,
storico e filosofo, attivo nel 1700; e Giuseppe
Bellisario, medico, agronomo e filosofo.
