Il normanno Tancredi ne favorì
successivamente la ricostruzione affidandola in
feudo al capitano Alessandro Choti. La cittadina
passò poi, via via, ai de' Monti, ai
Protonobilissimo, che la ressero dal 1438 al 1744,
ed ai Pignatelli di Belmonte che la conservarono
fino alla soppressione della feudalità nel 1806.
Di notevole interesse sono la Chiesa
di San Domenico con l'annesso convento, eretto negli
anni che vanno dal 1561 al 1583; la Cappella del
Crocifisso, edificata nel 1573 sui ruderi di una
costruzione assai antica; il castello
Protonobilissimo, più volte rimaneggiato; la Chiesa
dell'Immacolata, risalente al 1778, che presenta una
splendida facciata barocca e conserva altari
sfarzosi e pregevoli sculture; la Chiesa Madre,
adorna di un sontuoso portale e di una vasta ed
armoniosa facciata, costruita tra il 1680 ed il
1693, la quale ospita al suo interno le opere del
pittore Liborio Riccio e di Serafino Elmo.
