Dal re Tancredi venne, nel 1190,
concessa in feudo ai Lubelli che vi dominarono per
ben quattrocento anni; poi passò ai Marescallo, al
Prato, al Filomarini e, da ultimo, ai Capece.
Il settecentesco palazzo Capece
ospita il Museo Comunale di paleontologia, in cui
sono raccolti fossili dell'era quaternaria (resti di
mammut e rinoceronte) e una collezione di manufatti
dell'età della pietra e dei metalli, rinvenuti nella
penisola salentina.
Esempi apprezzabili di arte barocca
sono costituiti dalla Chiesa Madre, dedicata a San
Nicola; dalla Chiesa delle Grazie; dalla Chiesa
dell'Addolorata; dalla Chiesa dei Frati Conventuali,
adorna di altari muniti di colonne a spirale
ricchissime di ornamenti: foglie, fiori, angeli,
animali.
Numerosi i cittadini illustri: dal
Giannotta medico, al Piccinni teologo ed archeologo;
dai letterati Macrì e Toma allo storico Panareo, ai
patrioti Nicola ed Oronzo De Donno senior e junior,
figure di spicco dell'epoca risorgimentale.
