donato da Tancredi nel 1190 a Pietro
Indrini. Tra il 1580 ed il 1679 ne detennero
successivamente il possesso il Prato, il barone di
Acaya, il Brayda, il guarini, il principe di
Montemarano e San Vito, il Marescallo, RAimondo
Protolico, ed infine i baroni Gualtieri.
Tra i suoi monumenti degni di nota
vanno annoverati la cripta bizantina di Sant'Onofrio,
originaria del secolo X, rimaneggiata in epoca
tardo-rinascimentale e barocca; e la Chiesa
Parrocchiale eretta tra il 1880 ed il 1886, su
progetto dell'architetto Federico Elmo da Lecce, la
quale ospita vari dipinti di Saverio Altamura e
possiede un campanile a tre piani.
Cittadini illustri furono nel XV
secolo il filosofo Vittorio Tarantini; nel XVIII
secolo il sacerdote e letterato Meledi; Francesco
Marzo ed Onofrio da Castrignano, entrambi filosofi e
scienziati di risonanza nazionale.
